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Trattato di pace di Parigi

Accordo del dopoguerra sulla delimitazione del confine tra Italia e Jugoslavia

Il Trattato di pace di Parigi stabilì il nuovo confine tra l’Italia e la Jugoslavia (oggi Slovenia). Divise il territorio goriziano, interrompendo una connessione secolare tra la città e il suo entroterra.

Alla fine della Seconda guerra mondiale, le unità della IV Armata jugoslava e del IX Corpo liberarono l’intero Litorale e l’Istria, inclusi Trieste, Gorizia e Cividale. Questo non era in linea con gli interessi degli Alleati, che miravano a ripristinare il confine del 1920 (linea di Rapallo). Sotto la minaccia di un intervento militare, la Jugoslavia fu costretta a ritirarsi da Trieste e Gorizia.

Su proposta del generale britannico Frederick Edgworth Morgan, il territorio fu diviso in due zone. La Zona A, sotto amministrazione anglo-americana, comprendeva Pola, Trieste e il territorio a ovest della linea ferroviaria Trieste–Gorizia–Most na Soči. La Zona B, fino al confine di Rapallo, era sotto amministrazione jugoslava. L’accordo fu formalizzato il 9 giugno 1945 (Accordo di Belgrado), seguito dal ritiro delle truppe jugoslave.

Tra gennaio e aprile 1946 si svolsero a Londra i negoziati del Consiglio dei Ministri degli Esteri, che portarono alla convocazione di una conferenza di pace con 21 paesi. A causa delle divergenze, fu istituita una commissione di esperti.

La commissione giunse a Trieste il 7 marzo 1946 e doveva basare le sue decisioni su «criteri etnici, geografici ed economici, e non sulla propaganda».

Nonostante ciò, furono esposte numerose bandiere e slogan. Le popolazioni locali manifestavano la propria appartenenza nazionale con scritte come «Qui è Jugoslavia», «Il nostro Tito», «Qui è Slovenia».

Nella riunione di Parigi del 1946 non si raggiunse un accordo condiviso. La Jugoslavia sosteneva la proposta sovietica, mentre l’Italia appoggiava quella americana (linea Wilson). La soluzione finale fu un compromesso francese.

Il territorio goriziano fu così diviso: la città di Gorizia e la parte più urbanizzata rimasero all’Italia, mentre la parte più ampia e rurale passò alla Jugoslavia. Sebbene la Jugoslavia ottenesse il 92% del territorio, il 74% della popolazione rimase in Italia. Il nuovo confine, inizialmente chiuso, interruppe i legami storici ed economici.

La conferenza di pace si aprì il 29 agosto 1946; il trattato fu firmato il 10 febbraio 1947 ed entrò in vigore il 15 settembre 1947.

In seguito alla perdita di Gorizia, le autorità jugoslave decisero di costruire una nuova città: Nova Gorica.

Nonostante la perdita di Gorizia, la Jugoslavia acquisì un vasto territorio, oggi pari a circa un quarto della Slovenia. Per questo motivo, il 15 settembre è celebrato come giornata dell’annessione del Litorale alla madrepatria.

Avtor: Jasna Fakin Bajec

Vir:

Šušmelj, Jože. 2017. Pred 70 leti je bila podpisana Pariška mirovna pogodba. https://www.svobodnabeseda.si/pred-70-leti-je-bila-podpisana-pariska-mirovna-pogodba/ [ogled: 10. 10. 2024]. 

Troha, Nevenka. 1997. Mirovna pogodba z Italijo. V: Drnovšek M. idr. (ur.). Slovenska kronika XX stoletja, str. 149. 

Pirjevec, Jože. 1998. Pariška mirovna konferenca. Acta Histriae, letnik 6, številka 6, str. 7-14. URN:NBN:SI:DOC-FDF0O3S2 from http://www.dlib.si

Šušmelj Jože, 2017. Pred sedemdeseti leti je bila podpisana Pariška mirovna pogodba. V: Marušič, Branko (ur.), Narodu Gorico novo bomo dali v dar: Ob sedemdesetletnici Nove Gorice. Nova Gorica: Območno združenje Zveze borcev za vrednote narodnoosvobodilnega boja, str. 18-26. 

Šušmelj, Jože. 1997. Odpiranje meje: Sodelovanje med Novo Gorico in Gorico. V: Jan, Zoltan (ur.). Nova Gorica-Gorica: izzivi in možnosti sobivanja: zbornik. Nova Gorica: Mestna občina, str. 9-28. 

 


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