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Trattato di Osimo

Le relazioni amichevoli tra Jugoslavia e Italia—e di conseguenza tra Gorizia e Nova Gorica—si approfondirono negli anni Settanta. I negoziati per risolvere le questioni aperte tra i due paesi portarono agli Accordi di Osimo, firmati nel 1975 e ratificati nel 1977.

Nel luglio 1975 si svolse a Helsinki la Conferenza sulla sicurezza e la cooperazione in Europa (CSCE), durante la quale fu stabilito il principio dell’inviolabilità dei confini europei. Questo ebbe un forte impatto sui rapporti italo-jugoslavi. La Jugoslavia si trovava già ad affrontare tensioni interne e incertezze sul periodo post-Tito. Il confine tra i due paesi coincideva inoltre con una frontiera della NATO, rendendone la stabilizzazione strategicamente rilevante, soprattutto per gli Stati Uniti. L’area di confine rappresentava un potenziale punto di tensione tra Est e Ovest.

I negoziati si svolsero in segreto. L’Italia puntava a riottenere l’Istria, mentre la Jugoslavia pose tre condizioni: il riconoscimento definitivo del confine, la tutela della minoranza slovena in Italia e il rafforzamento della cooperazione economica. A livello locale, il Comune di Nova Gorica richiese la risoluzione di questioni infrastrutturali, tra cui la strada per il Collio sloveno (Goriška brda), i valichi di Vrtojba e via Erjavčeva, e la regolazione del fiume Isonzo. Queste richieste furono in gran parte soddisfatte dagli accordi. Secondo Jože Šušmelj, il risultato più importante fu la nuova strada verso il Collio, che ridusse i tempi di percorrenza di 15–20 chilometri.

Gli accordi furono firmati il 10 novembre 1975 a Osimo dal ministro degli Esteri italiano Mariano Rumor e dal ministro jugoslavo Miloš Minić. Confermarono il confine stabilito dal Memorandum di Londra del 1954. Il testo originale fu redatto in francese ed entrò in vigore l’11 ottobre 1977, dopo la ratifica parlamentare.

Un accordo integrativo del 15 maggio 1982 migliorò ulteriormente la circolazione transfrontaliera, ampliando la fascia di confine a 15–20 km e introducendo permessi speciali per i residenti locali, che consentivano attraversamenti più agevoli e l’uso dei valichi minori.

La nuova strada tra Solkan e il Collio sloveno fu inaugurata il 15 giugno 1985. Come ricordano i testimoni, rappresentò una svolta: il territorio non era più isolato e la vita quotidiana divenne più semplice. Con l’apertura dei confini, il Collio sloveno iniziò a essere percepito come una “piccola Toscana”.

Avtor: Jasna Fakin Bajec

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