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Brigate di lavoro giovanili a Nova Gorica – la vita dei brigadieri

Lavoro, canto, competizione e carica politica … tutto questo segnò la vita dei giovani all’interno delle brigate di lavoro giovanili.

«Da diversi giorni tutto attorno all’edificio e nella fornace di Gorizia è pieno di vita. Hanno forse iniziato a cuocere i mattoni, oppure la fabbrica ha cominciato a funzionare? No! I mattoni non si cuociono e la fabbrica non è in funzione. La gioventù proveniente da vari luoghi, dai distretti di tutta la Jugoslavia di Tito, è arrivata per creare e costruire.»
(Mladina, 13 dicembre 1947, n. 50)

I giovani e le giovani che con entusiasmo iniziarono a preparare il terreno per la costruzione di Nova Gorica provenivano da tutta la Jugoslavia. L’azione era considerata un’azione federale di lavoro d’assalto delle brigate di lavoro giovanili, alle quali si unirono giovani provenienti da Serbia, Montenegro, Macedonia, Bosnia ed Erzegovina, Croazia e Slovenia.

I brigadieri e le brigadiere erano alloggiati nella vecchia fornace, che chiamavano il campo. Avevano a disposizione grandi spazi interni, un enorme cortile e una struttura di legno nella quale si tenevano eventi più grandi. Una brigata era alloggiata anche a Rožna Dolina e una nel castello di Kromberk (Ivanc 2008: 3).

«La compagnia destinata al lavoro nel campo viene suddivisa. Un gruppo deve preparare i letti, un altro ha il compito di pulire i pavimenti delle stanze, mentre il terzo gruppo di lavoro deve sistemare il cortile e il magazzino.»
(Mladina, 13 dicembre 1947, n. 50)

«La vita nell’insediamento dei brigadieri si svolgeva secondo un ordine rigoroso, quasi militare. Il programma esattamente definito degli obblighi di lavoro veniva interrotto solo in caso di tempo eccezionalmente cattivo, cosa che in tutto quel periodo avvenne soltanto una o due volte. Negli spazi molto modesti, sistemati solo provvisoriamente, regnavano ordine e pulizia. Gli spazi per donne e uomini erano rigorosamente separati e i contatti reciproci, salvo che nel cortile, erano vietati. Una volta il responsabile di servizio del campo sorprese una ragazza e un ragazzo che si abbracciavano nel lavatoio. Seguì la punizione più severa, già quasi vergognosa – l’esclusione dall’azione di lavoro!»
(Fonte: https://www.kamra.si/digitalne-zbirke/oskar-jogan/)

Nelle azioni di lavoro giovanili il lavoro si basava sulla competizione. Sotto l’influsso dell’ideologia secondo cui stavano costruendo uno Stato socialista migliore e più forte, gareggiavano su chi avrebbe superato la norma, non soltanto nel lavoro fisico, ma anche in ambito educativo, sportivo e politico-formativo. Come premio ricevevano speciali bandierine, realizzate dalle appartenenti al Fronte antifascista delle donne (AFŽ) di Solkan (Ukmar 2017: 128). Il quartier generale annunciava quotidianamente tramite altoparlante i risultati di lavoro, il che rafforzava ulteriormente la competizione. Venivano lodati anche i singoli individui. Esistevano anche bandierine sezionali provvisorie di dieci giorni. La brigata riceveva un piano di lavoro di dieci giorni e prometteva di completarlo in otto o sette giorni. Ogni brigata teneva inoltre bandierine giornaliere provvisorie di compagnia. L’effetto di queste competizioni fu grande: superarono la norma del 10 fino al 20 per cento.

«Per lo più lavoravamo ai movimenti di terra per strade, ponti e al prosciugamento dei terreni. Non ricordo che nei cantieri dove lavoravamo noi ci fosse qualche macchina movimento terra o un camion. Tutto doveva essere fatto a mano e tutti i materiali trasportati con carriole!»
(Fonte: https://www.kamra.si/digitalne-zbirke/oskar-jogan/)

Ma le azioni di lavoro giovanili non si basavano solo sul lavoro fisico e sulla funzione economica. Erano anche luoghi in cui si forgiavano i quadri giovanili e il cameratismo, luoghi in cui i giovani potevano realizzare i propri interessi, e un elemento di consolidamento e diffusione della coscienza della fratellanza e dell’unità (Filipčič 2018: 26). Per questo dedicavano il loro tempo libero ai circoli di studio e ai corsi frequentati da operatori culturali e studenti provenienti da Lubiana e da altri luoghi. Gli analfabeti imparavano a leggere e a scrivere. Conoscevano anche lo stenčas (un resoconto testuale e visivo stampato e affisso al muro, visibile a tutti, sugli avvenimenti), dove pubblicavano articoli. Avevano anche un loro giornale, Brigadir. Tre volte al giorno tenevano trasmissioni radiofoniche in cui annunciavano i risultati quotidiani in sloveno, croato e italiano (Ukmar 2017: 130). Organizzavano anche falò, esibizioni di cori, recitatori, gruppi di danza e fisarmonicisti. Giovani scrittori e artisti visivi presentavano i propri lavori e spesso venivano proiettati vari film. Molto ricca era anche l’attività sportiva, guidata da insegnanti di educazione fisica. Nello stadio dei brigadieri c’era sempre grande vivacità. Alla fine del quarto turno di lavoro, il 29 agosto 1948, lo Stato maggiore centrale delle brigate di lavoro giovanili organizzò una mostra dei lavori dei brigadieri e un ricco festival culturale (Ivanc 2008: 7).

Nel campo culturale e artistico la migliore fu la brigata Kajuh. Nell’ultimo, quarto turno, lavorarono anche cinque brigate di giovani che, dopo la fine dell’anno scolastico, avevano esami di riparazione. Per questi brigadieri furono organizzati corsi di studio. Sul lavoro arrivarono anche alcuni professori, che li aiutavano nello studio.

Alla costruzione di Nova Gorica parteciparono anche brigate di lavoro provenienti dai luoghi circostanti del Primorska, le cosiddette brigate di fronte. Esse furono attive anche nel 1949, quando sostituirono le brigate giovanili. Nell’azione di lavoro del 13 giugno 1948, quando iniziò la costruzione del primo blocco residenziale, parteciparono più di 4.000 brigadieri in 76 brigate di lavoro dell’OF. In quel giorno fu posta la prima pietra per la costruzione del primo blocco abitativo.

Le 30 brigate di lavoro giovanili che operarono nel cantiere di Nova Gorica (oltre a ciò, le brigate lavorarono anche alla regolazione del torrente Lijak e alla costruzione del tratto ferroviario Sežana–Dutovlje) posero le fondamenta della nuova città.

Avtor: Jasna Fakin Bajec

Vir:

  • Filipčič, Rok. 2018. Brigadirski ho-ruk!: prva štiri leta mladinskih delovnih akcij v Brkinih 1975–1978, Prispevki za novejšo zgodovino LVI - 2/2016, str. 22-39. 
  • Ivanc, Jože. 2008. Spomini na začetke gradnje Nove Gorice: Govor ob odkritju spomenika graditeljem Nove Gorice, 6. septembra 2008. V: Oton Mozetič, mag. Darinka Kozinc, Melanija Kerševan (ur.),  V spomin in zahvalo graditeljem Nove Gorice ob 60-letnici začetka gradnje. Nova Gorica:  Krajevna skupnost Nova Gorica. 
  • Nova Gorica: Zgradili smo mesto, zapisi na portalu Kamra,  https://www.kamra.si/digitalne-zbirke (ogled: 10. 10. 2014)
  • Pred nami je gradnja Nove Gorice. Nove delovne akcije Ljudske mladine Slovenije. V. Marušič, Branko (ur.), Narodu Gorico novo bomo dali v dar: Ob sedemdesetiletnici Nove Gorice. Nova Gorica: Območno združenje Zveze borcev za vrednote narodnoosvobodilnega boja, str. 123-126.

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